CATENE 1

BAGNI PENALI
L’uso della catena nel sistema dei Bagni penali Il “Regolamento di disciplina e di interno ordinamento dei Bagni” del 1860 classificava i condannati dei Bagni in quattro Divisioni, distinte dal colore di una striscia di lana apposta sul berretto. I condannati erano incatenati a due per volta, come già prescritto dai bandi del 1826. La lunghezza e il peso delle catene era così stabilito: 1a cat.: catena di maglie 6 e 1,300 Kg 2a cat.: catena di maglie 9 e 1,700 Kg 3a cat.: catena di maglie 9 e 1,900 Kg Per accoppiare i forzati nuovi giunti e gli incorreggibili erano utilizzate le catene di 18 maglie del peso di 6,000 Kg. Il nuovo regolamento disciplinare dei Bagni, emanato con il R.D n. 1328 del 7 marzo 1878, pur non prevedendo le famigerate punizioni corporali contenute nei vecchi bandi del 1826, conteneva un rigido sistema disciplinare basato sull’uso dei ferri e sulla punizione dell’isolamento. Il peso della catena veniva minuziosamente disciplinato nella circolare n. 173 del 26 aprile 1876 emanata dal Ministero dell’Interno: “Nel peso della catena, che ciascun condannato deve portare assicurata al malleolo della gamba sinistra giusto l’art. 22 del Regolamento approvato con Regio Decreto 7 marzo 1878 n. 4328, è compreso ancora il peso dell’anello, perché questo è parte integrante della stessa catena. D’altronde, nel dubbio, le disposizioni che concernono le pene afflittive, debbono sempre interpretarsi nel senso il più favorevole”. L’uso della catena, mantenuto agli antichi condannati ai lavori forzati fu successivamente limitato e disciplinato dall’art. 885 del Regolamento generale per gli stabilimenti carcerari del 1891 e definitivamente soppresso con R. D. 2 agosto 1902, n. 377.