FUNI IMP

ANSE DI SOSPENSIONE UTILIZZATE PER ESEGUIRE LE IMPICCAGIONI, AVVENUTE AD ALESSANDRIA, DEI SEGUENTI CONDANNATI
Alla Confraternita di San Giovanni decollato di Alessandria era affidato il pietoso compito di assistere i condannati a morte in confortatorio durante le 12 ore che precedevano l’esecuzione, per prepararli “a ben morire”, accompagnarli al luogo del patibolo, assistere all’esecuzione di morte e trasportare i cadaveri per seppellirli nella chiesa della Confraternita. Le anse di sospensione o residui di lacci furono utilizzati per eseguire le seguenti condanne per impiccagione nella città di Alessandria: Brezzi Giovanni di Antonio da Castelceriolo, di anni 21, reo di matricidio barbaro. Sentenza eseguita il 28 marzo 1828. 
 • Gagino Pietro Giuseppe da Cassine, di anni 35, cuoco, reo resistenza con armi alla forza pubblica, grassazioni a mano armato, delazione abusiva di armi da fuoco. • Sentenza eseguita il 19 febbraio 1851. • Lingua Giuseppe da Bassignano, di anni 22, garzone mugnaio, reo di grassazioni varie e omicidi. Sentenza eseguita il 25 maggio 1853. • Salvato Giuseppe da Visone (Aqui), di anni 27, reo di grassazioni varie e omicidi. Sentenza eseguita il 25 maggio 1853. • Sella Alessandro, di anni 38, da Tortona, reo di assassinio con premeditazione ed agguato nella città di Alessandria, sulla persona della propria moglie Rosa Ponti. Sentenza eseguita il 29 marzo 1856. • Santi Urbano da Sessano, di anni 30, reo di parricidio. Sentenza eseguita il 17 giugno 1864. • Malaspina Giuseppe da Vezze, di anni 48, oste, reo di grassazione con omicidio, causando la morte di Teresa Botto, del figlio Giuseppe e della moglie di questo Teresa Frassini. Sentenza eseguita il 28 maggio 1864. Ad esecuzione avvenuta i lacci erano ritirati dalla Confraternita e, con le generalità dell’impiccato, gelosamente conservate in un’apposita cassetta sotto chiave. All’epoca dell’ultima esecuzione capitale (23 gennaio 1873) si conservavano 18 lacci. In seguito, si ridussero a 11 per l’uso invalso, dal 1871 al 1878, di bruciarne uno all’anno, il 28 agosto, vigilia della festa di San Giovanni Decollato. Il rito avveniva pubblicamente, sulla Piazza Ponte Tanaro, di fianco alla Chiesa, come pubbliche erano le esecuzioni. Nello stesso giorno e nello stesso luogo, fino al 1911, si usava esporre gli oggetti appartenuti alla Confraternita, alcuni dei quali, (bussole per l’elemosina, timbro, bicchieri di zinco, Gonfalone della Confraternita, guanti del boia) sono conservati in questo museo. Con lo scioglimento della Confraternita, avvenuto nel 1913 e la vendita dei fabbricati di proprietà della stessa, gli oggetti furono conservati presso la Chiesa di Santo Stefano e donati al Museo Criminologico nel 1933. 
Provenienza: Alessandria, Regio Ospedale Psichiatrico San Giacomo