COLTELLO DEL CARNEFICE

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COLTELLO DEL CARNEFICE
Coltello del carnefice di Roma, il manico è di bronzo, a tortiglione, con sovrapposta una testa di leone. Il fodero del coltello è di cuoio con guarnizioni in ottone. Arma con la quale il carnefice eseguiva la condanna alla mutilazione, riservata solitamente agli indigenti che non avevano i mezzi per pagare forti multe. Secondo la condanna, il carnefice cavava gli occhi, tagliava orecchie e nasi. Ai ladri colti in fragranza era tagliata la mano sinistra la prima volta e, in caso di recidiva, la mano destra. 
Provenienza: Roma, Museo di Castel Sant’Angelo - 1934.
 

SCHELETRO DI POGGIO CATINO

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SCHELETRO DI POGGIO CATINO
Scheletro di donna, rinvenuto negli anni Trenta nei sotterranei di un palazzo di Poggio Catino (Rieti), con ceppi ai polsi e alle caviglie. 
 

MORDACCHIA

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MORDACCHIA
Maschera di ferro, detta anche briglia delle comari, chiudibile a cerniera, alla quale è collegata una catena con un gancio, rinvenuta nel fiume Adda, a Pizzighettone, nel secolo scorso. 
Secondo la tradizione, la mordacchia veniva adoperata per le donne litigiose e calunniatrici. Più probabile, invece, la tesi che la briglia fosse utilizzata per le donne accusate di stregoneria. Mediante il gancio la strega era appesa al soffitto e tenuta in quella posizione sino a nove ore. Uno strumento di questo tipo era utilizzato anche per la condanna al rogo degli eretici.
Provenienza: Comune di Pizzighettone - 1934.
 

BANCO DI FUSTIGAZIONE

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BANCO DI FUSTIGAZIONE IN USO NELLO STATO PONTIFICIO FINO AL 1870
Il supplizio della fustigazione, cui spesso si aggiungeva il taglio delle orecchie, era riservato prevalentemente ai mendicanti e ai vagabondi, oppure ai venditori ambulanti che, provenienti da fuori città, facevano concorrenza sleale a quelli del posto. In questi casi alla fustigazione si aggiungeva il marchio di fuoco sulla fronte come segno d’identificazione. Provenienza: Roma, Museo di Castel Sant’Angelo - 1934.