Visite guidate del FAI 3 e 4 maggio all'ex carcere di Cagliari

cagliari buoncammino-0-0-413990Aprile 2015 - Riapre l'ex carcere di Buoncammino. Dopo il bagno di folla del 21 e 22 marzo, quando in 30 mila hanno potuto visitare la prigione diventata monumento, il Fai (Fondo ambiente italiano) concede il bis sabato e domenica. Dentro il carcere sarà allestito un gazebo, in cui i visitatori potranno dire la loro sulla futura destinazione del “gigante” che sovrasta la città, luogo di sofferenza fino all'alba di domenica 29 novembre 2014, giorno della chiusura dopo 159 anni.
LA VISITA I visitatori, per due giorni, dalle 10 alle 20, potranno seguire un percorso che si snoda lungo il “braccio destro” e avranno a disposizione, oltre a studenti e volontari, una mappa che riproduce i percorsi dei reclusi. La formula è la stessa di marzo: «L'ingresso è libero, ma chi vorrà potrà lasciare una piccola donazione al fine di collaborare alle attività e alla missione del Fai», è scritto nella nota dell'iniziativa.

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Credits

Ministero della Giustizia
Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Museo Criminologico

Coordinamento contenuti del sito e testi: Assunta Borzacchiello 
Sviluppo web e grafica: Simone Lamantea

Logo MuCri

Mucri-Logo-Il logo del MuCri si basa sulla contrapposizione cromatica, che simbolizza la separazione tra bene e male - normalità e follia - delitto e legalità, concetti che fanno da sfondo al contenuto storico del museo e su cui, da sempre, si interrogano gli uomini e gli specialisti delle materie criminologiche. 

Il dualismo di questi concetti sottolineato dall'uso dei due colori, nero e giallo, dall'inespressività, a sinistra, del "lato oscuro" e dalla forza sintetica dei segni a destra, che rappresentano il "lato umano".

Il lettering che compone il nome del museo stato creato appositamente, per renderlo unico e facilmente identificabile anche nell'eventuale assenza del logo iconografico.

I segni geometrici che incorniciano il logo evidenziano la complessità e la varietà del concetto/luogo "museo criminologico".

Il logo è stato realizzato da Elisabetta Tranquilli

SPIONAGGIO

16 baulispi

SPIONAGGIO
Nel pomeriggio del 17 novembre 1964 all’aeroporto romano di Fiumicino atterrò il Comet 4 della United Arab Airlines proveniente da Londra e diretto al Cairo. Durante le operazioni d’imbarco due finanzieri sentirono dei lamenti provenire da un baule che stava per essere portato nella stiva dell’aereo. Il baule fu portato a terra, su un lato era apposta un’etichetta dell’Ambasciata diplomatica della RAU e un’avvertenza: posta diplomatica – non aprire. Improvvisamente, due arabi che si trovavano accanto ai finanzieri afferrarono il baule, lo caricarono su un furgone e si allontanarono a forte velocità inseguiti da un’auto della Polizia. Durante la fuga, giunti in aperta campagna, il baule cadde dal furgone e si ribaltò per alcuni metri. Grande fu la sorpresa dei poliziotti quando aprirono il misterioso bagaglio: dentro c’era un uomo, piccolo di statura, seduto su un seggiolino, legato con cinghie e avvolto da coperte e cuscini. 
L’identità dell’uomo fu presto rivelata: il suo nome era Mordechai Louk, israeliano, di professione spia. L’uomo era stato assoldato come spia dagli arabi che avevano tentato di portarlo clandestinamente al Cairo, imbarcandolo sull’aereo dopo averlo drogato con la morfina e rinchiuso nel baule.
Mordechai Louk fu estradato a Tel Aviv dove subì una condanna a dieci anni di carcere per attività terroristica in favore di una potenza nemica.