SPIONAGGIO

16 baulispi

SPIONAGGIO
Nel pomeriggio del 17 novembre 1964 all’aeroporto romano di Fiumicino atterrò il Comet 4 della United Arab Airlines proveniente da Londra e diretto al Cairo. Durante le operazioni d’imbarco due finanzieri sentirono dei lamenti provenire da un baule che stava per essere portato nella stiva dell’aereo. Il baule fu portato a terra, su un lato era apposta un’etichetta dell’Ambasciata diplomatica della RAU e un’avvertenza: posta diplomatica – non aprire. Improvvisamente, due arabi che si trovavano accanto ai finanzieri afferrarono il baule, lo caricarono su un furgone e si allontanarono a forte velocità inseguiti da un’auto della Polizia. Durante la fuga, giunti in aperta campagna, il baule cadde dal furgone e si ribaltò per alcuni metri. Grande fu la sorpresa dei poliziotti quando aprirono il misterioso bagaglio: dentro c’era un uomo, piccolo di statura, seduto su un seggiolino, legato con cinghie e avvolto da coperte e cuscini. 
L’identità dell’uomo fu presto rivelata: il suo nome era Mordechai Louk, israeliano, di professione spia. L’uomo era stato assoldato come spia dagli arabi che avevano tentato di portarlo clandestinamente al Cairo, imbarcandolo sull’aereo dopo averlo drogato con la morfina e rinchiuso nel baule.
Mordechai Louk fu estradato a Tel Aviv dove subì una condanna a dieci anni di carcere per attività terroristica in favore di una potenza nemica.